“… Antiche abitudini, pregiudizi inveterati, tenteranno ancora di ostacolare la fondazione della Repubblica degli Eguali. L'organizzazione dell'eguaglianza reale, l'unica che risponda a tutti i bisogni, senza far vittime, senza costare sacrifici, da principio forse non piacerà a tutti. L'egoista, l'ambizioso fremerà di rabbia. Quelli che possiedono ingiustamente grideranno all'ingiustizia. I godimenti esclusivi, i piaceri solitari, le comodità personali, causeranno vivi rimpianti a qualche individuo indifferente alle altrui pene. I fautori del potere assoluto, i vili sostegni dell'autorità arbitraria, piegheranno a stento le loro teste superbe sotto il livello dell'eguaglianza reale. La loro corta vista penetrerà difficilmente nel prossimo futuro della felicità comune; …

Era il 1796 quando Babeuf e Buonarroti, quest’ultimo nientemeno che un discendente dell’artista italiano Michelangelo, organizzarono la congiura degli Eguali. L’impresa fallì a causa di un delatore, ma rimase scolpita nella storia grazie al racconto che il Buonarroti stesso diffuse negli anni a seguire.

Su questo rifletteva Li Junping, ultimo erede della lunga tradizione del socialismo cinese, seduto sulla sua comoda poltrona a levitazione magnetica, mentre ammirava sulle pareti del suo studio i ritratti e le rappresentazioni di quel periodo lontano, con un sottofondo di musica che richiamava la marsigliese. Junping era stato selezionato dai duri percorsi della rete delle scuole di partito prima e poi delle università riservate ai leader. Aveva una vasta cultura storica ed era appassionato di quel periodo cruciale che in un secolo e mezzo partendo dall’Europa aveva contaminato il mondo intero con le idee del comunismo e del socialismo.

Che cento fiori sboccino, che cento scuole gareggino” disse un tempo in un discorso nell’ambito della conferenza suprema dello stato il presidente Mao. Ed era accaduto, la Cina aveva visto sbocciare migliaia di fiori e sviluppato migliaia di scuole di eccellenza in competizione tra loro.

Junping ordinò all’IA dello studio, Zhìzhù, di mostrare i progressi nella costruzione della base Marziana Tianwen. Apparvero con un breve ronzio le immagini e si udirono i rumori in tempo reale dei robot che stavano costruendo tutti gli impianti vitali per gli uomini sotto quella cupola immensa che avevano edificato anni prima su Marte. Junping era soddisfatto e i suoi occhi scuri erano luminosi mentre ammirava l’opera del suo popolo.

Zhìzhù, Adesso mostrami di nuovo l’ultimo discorso di Pitambar Mukesh alle Nazioni Unite.” Le pareti dello studio di Junping mostrarono l’assemblea delle Nazioni Unite, con un brusio di sottofondo e la voce profonda e calda di Pitambar che riempiva la stanza: “In un antico testo sanscrito, è detto <<Il mondo è una sola famiglia>>…” Ora il viso del Segretario Generale si era fatto pensoso, la fronte leggermente aggrottata. Capiva e condivideva in parte quello che il leader indiano stava cercando di fare, ma forse era troppo presto. Ancora troppe erano le disuguaglianze delle genti del mondo.

La storia del comunismo cinese era stata costellata di grandi successi e negli ultimi decenni la Cina aveva trainato il pianeta intero verso un progresso sociale più omogeneo, favorito e non ostacolato da un progresso tecnologico impressionante. Ma era sempre un compromesso molto distante dagli ideali egualitari così ben rappresentati dal manifesto degli Eguali.

Gli occhi di Junping erano rivolti ora all’orizzonte lontano oltre le pareti animate dello studio, mentre rifletteva intensamente su quegli sviluppi in corso nella politica mondiale. La voce di Pitambar risuonava ancora profonda e rassicurante, ma la percepiva appena sotto la soglia di attenzione cosciente. Inevitabilmente la libertà di agire dell’individuo si traduceva prima o poi nella diseguaglianza materiale e sociale. Certamente la garanzia di un minimo livello di benessere dignitoso per tutti era un traguardo lontano dall’ideale del Babeuf, ma era comunque il meglio che per ora sarebbero riusciti a ottenere. L’assassinio di Pitambar aveva accelerato la corsa del mondo verso una Federazione Planetaria. Forse l’esatto contrario di quello che avevano sperato gli attentatori ...

Mostrami l’esterno Zhìzhù.” Un sibilo e subito apparve nelle pareti dello studio la visuale esterna del distretto Chaoyang di Beijing e i suoi grattacieli. Junping amava guardare la sua città e immaginare le mille attività di quell’operoso popolo che era la sua gente. Avevano mostrato al mondo che persone come lui, figli di contadini con bassi livelli culturali, potevano arrivare a primeggiare e a dare gloria e orgoglio alla propria gente. Eppure culture antiche come quella cinese, a partire proprio dalla stessa India, faticavano a capire che negare l’uguaglianza era un suicidio e una prospettiva miope e sciocca.

Zhìzhù, convoca gli amici dell’Internazionale del Terzo Millennio per una riunione straordinaria entro la settimana che viene.” La voce di Zhìzhù emise un suono interlocutorio: “ya … xīngqī sān, [mercoledì]. Ho provveduto a inviare l’invito dopo aver verificato le agende ufficiali. Mi sono preso la libertà di inserire come ordine del giorno <<Possibili strategie di opposizione alla Federazione Planetaria>>” “Perfetto Zhìzhù” disse Li, mentre si alzava con lo sguardo ancora pensoso, dopo aver sospirato, e si dirigeva alla porta.

Amici, compagni. Vi chiedo di prestare una particolare attenzione a quanto vi dirò. Ho paura che il nostro sogno, di un mondo di persone eguali, sia in forte pericolo. Non sono preoccupato dei nostri nemici. Infatti gli speculatori e i profittatori di tutte le nazioni mostrano sempre fieramente la loro meschinità e ne fanno anzi una bandiera, condannandosi al suicidio.

Il pericolo vero viene dagli <<amici>> che spingono per la nascita di una Federazione Planetaria. Come sarà una Federazione di nazioni ancora segnate da ineguaglianze strutturali?!

Le nostre patrie, finalmente cresciute e sviluppate in un socialismo moderno, stanno assicurando a miliardi di persone una vita di dignità e speranza. Ma tutto questo potrebbe finire quando dovessero dissolversi anche parzialmente i confini con le nazioni più retrograde e più ingiuste.

Il discorso di Li, o meglio del suo avatar realistico, nel mezzo dell’Altopiano del Löss e Yan’an, aveva catturato l’attenzione degli avatar di tutti gli altri compagni dell’Internazionale del Terzo Millennio. Gli avatar erano seduti in circolo sull’altopiano sabbioso e all’orizzonte si poteva ammirare la Pagoda di Baota Shan. Li, il volto come sempre ben rasato, i capelli lisci neri e corti, perfettamente ordinati, gli occhi profondi e scuri, fissò uno a uno i compagni.

Simón Ezequiel, l’erede dell’Albero delle Tre Radici, movimento direttamente discendente dal Chavismo, aveva gli occhi scuri concentrati su Li. Gli zigomi alti, la fronte perennemente aggrottata, le labbra piene e la carnagione color bronzo, gli davano un’apparenza di durezza e caparbietà.

Compagno Li, l’Internazionale da tempo ha assunto ufficialmente la posizione che hai esposto…

Il comitato direttivo è stato convocato con il massimo livello di riservatezza, dunque quali importanti novità ci sono, ti chiedo?”

Simón aveva faticato a mantenere la lega Sudamericana compatta e ferma sulla linea del socialismo, soprattutto a causa delle interferenze degli USA, anche se ormai questi ultimi erano solo l’ombra della potenza di un tempo. Certamente anche lui era preoccupato del possibile sconvolgimento che avrebbe portato la nascita della Federazione Planetaria, ma in questo momento non poteva avere distrazioni esterne, aveva ancora molti nemici interni ed esterni da fronteggiare e per questo ogni minuto del suo tempo era prezioso … La sua espressione tradiva il disappunto e il nervosismo.

Intervenne Seydou Traoré, leader indiscusso dell’Unione Africana e del movimento Socialista Africano.

Fratelli, non dimentichiamo il supporto che Junping ha dato a tutti noi, impegnando la forza della sua grande patria per aiutarci nei momenti peggiori delle nostre storie. Gli dobbiamo molto e comunque almeno il credito dovuto a un fidato compagno. Lasciamolo parlare e andare al punto.”

Nella sua classica tenuta militare verde scuro, con il berretto rosso, la pelle nera lucida e il volto ben rasato, guardava con concentrazione gli altri membri del comitato. In realtà Seydou pensava che fosse tempo che il mondo si unisse, non concordava con la linea dell’Internazionale su quel tema, ma quell’uomo era stato davvero l’unico amico della sua gente nei momenti più bui e meritava rispetto e attenzione. La sua gente ormai aveva imparato che dilazionare una cosa buona per attenuare le resistenze che potrebbe incontrare, era una politica insensata, ma la sua gente sapeva anche che “una strada unica è nessuna strada”. Dopo aver parlato la sua espressione mostrava la calma e la determinazione dei leoni della sua terra.

Anche Aleksej Morozov si mosse come per parlare, ma si trattenne. Pensava alla madrepatria Russia, alla sua tormentata storia e al destino dell’Unione Sovietica. I suoi grigi capelli, le rughe sul volto stanco e la fronte ampia aggrottata, sembravano la giusta cornice di un’espressione di stanchezza e sofferenza, ma gli occhi fissavano Junping con intensità. Aleksej sapeva che cosa significava unire tra loro popoli, tradizioni e storie diverse. La Russia era ormai una nazione in preda a tante diverse spinte contrastanti e il suo popolo non aveva un’unità e una comunità di intenti da tanto tempo. I suoi sforzi di rivitalizzare la cultura comunista avevano appena scalfito la superficie della società civile ormai più vicina alla decadenza occidentale che agli antichi fasti rivoluzionari. Aleksej condivideva a pieno il senso di urgenza mostrato da Junping sul tema e sentiva forte il peso di questa accelerazione dei processi di unificazione planetaria. Si limitò a rimanere in attesa guardando prima Simón, poi Junping e poi Seydou, a cui fece un leggero cenno di approvazione muovendo il capo verso il basso.

Credo che si possa continuare, Li, la tua pausa ha parlato tanto, ora puoi servirci il piatto forte ...”

Così disse Vladimiro Labriola, ultimo attivista dell’antica cultura socialista italiana, con uno sguardo ironico e un sorriso accennato. Era elegante e dai lineamenti molto regolari, con i capelli e i baffi castano scuro, ben curati e gli occhi grigi e attenti. Dopo aver parlato mosse lo sguardo verso il cielo. Pensava al sogno di eguaglianza e di comunità che aveva sin da ragazzo. L’Europa era divenuta marginale nelle contese tra le potenze del mondo, ma ancora conservava una coscienza e una cultura millenaria che poteva essere di supporto ai compagni della Internazionale. Le antiche rivalità tra le nazioni europee si erano attenuate e l’esempio vincente della Cina era stato lo spunto giusto per un periodo di pace e di grande progresso civile e sociale. Aveva ragione Seydou, dovevano molto a Li, e non solo per gli aiuti materiali. Anche grazie a lui erano fioriti di nuovo movimenti egualitari e riflessioni profonde sul concetto di eguaglianza e comunità in Europa.

Li, prima di riprendere a parlare guardò l’unico membro che non aveva ancora avuto una reazione, l’ultimo acquisto dell’Internazionale, Graham Redshadow, capo del Nuovo Movimento Socialista statunitense erede dell’antico movimento Democratic Socialists of America. Graham era imperturbabile, sguardo glaciale, occhi azzurri, capelli corti, neri, perfettamente ordinati, fisico atletico e postura che comunicava energia e consapevolezza. Capì che doveva anche lui dare una sorta di approvazione perché Junping continuasse. “We outside!” disse con decisione Graham, e mentre parlava osservò le reazioni di tutti gli avatar presenti insieme al suo. Dopo mesi di contatti con tutti i massimi esponenti dei movimenti che aderivano all’Internazionale, era riuscito a guadagnarsi la stima di tutti e, quindi, a essere ammesso in quella ristrettissima cerchia. Junping era un uomo con un’intelligenza superiore alla media, e per poter avere la sua fiducia aveva dovuto usare tutti i mezzi che poteva e tutte le risorse dei suoi. Ora doveva porre la massima attenzione a tutti i particolari. Il traduttore simultaneo avrebbe avuto una piccola esitazione per tradurre quel modo newyorkese di dire “ci siamo!”, a meno che ... non ci fosse alcun traduttore nella realtà ... Lesse la stessa pausa appena percettibile su tutti gli avatar e pensò finalmente di potersi rilassare.

Scusate, intendevo dire che finalmente ci siamo e dobbiamo affrontare questo tema prima che le cose sfuggano di mano e prima che il processo di unificazione planetaria diventi inarrestabile! Per cui, prego anche io Junping di proseguire.

Junping lo guardò con uno sguardo incuriosito e si chiese se il nuovo compagno di viaggio avesse già in mente qualcosa. Decise comunque di guidare la discussione al punto che aveva pianificato e di aprire solo dopo a possibili alternative.

Sappiamo che ci sono movimenti che vogliono arrestare del tutto questo processo. Ma per motivi completamente opposti ai nostri. Per mantenere controllo e privilegio basati sullo sfruttamento di una moltitudine di oppressi. Hanno ordinato l’eliminazione di Pitambar Mukesh pensando di interrompere quello che era ed è in moto da secoli. La naturale tendenza degli uomini alla comunità, alla condivisione. La loro miopia strutturale gli impedisce di vedere l’azione delle masse. Vedono solo l’azione degli individui. A questo punto però lo spazio per un’azione che s’inserisca nel flusso della storia umana per darci un po’ di tempo in più, senza tentare un’idiota opposizione al futuro, è ridotto al minimo. Sarebbe sufficiente riuscire ad alimentare e sostenere, per il tempo necessario, la tendenza di alcune nazioni di peso alla riluttanza verso l’unità.”

Junping fece una pausa, stava per esporre il cuore del suo piano, e non era affatto sicuro di come sarebbe stato accolto …

Ho molto riflettuto. Con i miei fedelissimi abbiamo tenuto numerosi incontri per analizzare questo problema. Abbiamo pensato che la via migliore per influenzare nazioni come Giappone, Inghilterra, Francia e Germania, e anche l’India stessa, potrebbe essere un’infiltrazione mirata di compagni speciali …”

La sorpresa si dipinse sul volto di tutti gli avatar. Anche Graham simulò sorpresa … Sapeva perfettamente cosa preparava da tempo Li, per questo aveva temuto la presenza anche in quella riunione di questi “compagni speciali” …

Cominciarono tutti insieme a parlare e poi per la confusione che si era creata, tutti tacquero e attesero ognuno per lasciare spazio a chi voleva iniziare con le obiezioni.

Prima che mi poniate tutte le giuste obiezioni che avete in mente, vi prego di permettermi di articolare meglio quanto detto e di spiegare esattamente di cosa parli”

Junping aveva di nuovo l’attenzione di tutti i partecipanti.

So che non abbiamo tempo per far crescere infiltrati nelle nazioni indicate, favorirne le carriere governative e la crescita biologica e umana corretta e tutto quello che sappiamo essere necessario. Ma le moderne tecnologie ci hanno dato un’altra possibilità. Abbiamo sfruttato il meglio delle nostre conoscenze e … vi presento il signor Kito Kirishima”

Comparve un nuovo avatar. Un signore giapponese che s’inchinò con grazia. Aveva le mani molto ben curate e i capelli neri e argento. Il volto con qualche ruga e gli occhi neri. I lineamenti delicati e la postura che esprimeva abitudine alla formalità e cortesia da classe agiata.

Piacere di conoscervi onorevoli compagni.”

Disse Kito, e aggiunse: “Come forse avrete intuito, sono un androide di ultima generazione, con una simulazione dei processi biologici e cognitivi umani quasi perfetta…”

Tutti gli avatar mostrarono sorpresa. Sapevano che il famoso incidente del 2035 non aveva realmente sancito la fine di quei filoni di ingegneria e di ricerca. Ma vedere in azione un simile prodigio li scosse egualmente.

Graham si sentì in pericolo e valutò in una frazione di secondo migliaia di scenari. Alla fine scelse la strategia più banale e meno rischiosa, parlò per primo.

Immagino che abbiate fatto già delle prove con il governo giapponese e che Kito sia già inserito tra le strutture governative …” Disse, portando l’attenzione verso Kito.

Junping si illuminò in volto. “Esatto! Kito è il consigliere di riferimento del primo ministro!”

Se la situazione non fosse precipitata, sarebbe rimasto un esperimento di cui vi avrei messo al corrente con più calma. Kito è emerso nella vita governativa giapponese come un appartenente a uno dei principali gruppi dinastici. Nessuno controlla davvero una persona che nella ricchezza, nei modi e nei documenti più recenti risulta essere quello che dice di essere …”

Junping lesse la paura e le ansie negli occhi degli avatar che replicavano fedelmente anche i micro movimenti delle persone che rappresentavano.

Capisco che questo vi possa portare a temere che anche tra voi o tra i vostri compagni più fedeli ci possano essere androidi dello stesso tipo. Posso però senz’altro rassicurarvi. Abbiamo sviluppato uno strumento di rilevazione che, secondo i nostri migliori scienziati, non può essere eluso con nessuna tecnologia o biotecnologia nota a oggi.”

Junping mostrò un oggetto della dimensione di una moneta con una luce circolare che cambiava lentamente colore dal verde al blu nel centro.

Questo oggetto assume al centro una colorazione rossa fissa se per più di due minuti è a meno di due metri da un androide. Ha al suo interno una miriade di sensori e il migliore sistema IA di riconoscimento di cui disponiamo.”

Mentre Junping parlava, Kito aveva mostrato lo stesso oggetto e lo aveva posizionato accanto a sé. Prima che Junping terminasse il discorso, l’oggetto di Kito aveva raggiunto una colorazione rosso intenso al suo centro.

Ho inviato a ognuno di voi un corriere fidato con dieci di questi rilevatori. Entro domani li riceverete e potrete con discrezione sottoporre a controllo i vostri fedelissimi.”

Graham pensò che avrebbe dovuto attivare immediatamente il suo sosia umano, almeno per il tempo necessario a sviluppare un dispositivo di difesa.

Junping non diede agli altri membri del comitato il tempo di elaborare la cosa, e aggiunse subito:

La prossima settimana Kito è invitato presso la tenuta del ministro degli esteri indiano Kismet Kautilya, che tutti conoscete bene immagino. Egli è uno dei nostri peggiori nemici, perché è il meno corrotto tra questi eredi di privilegi innati. Questo sarà un test fondamentale!”.

Fece una breve pausa. “Se mi confermerete il vostro appoggio ovviamente ... Altrimenti sono aperto ad altre prospettive valide ...”

Junping guardò Graham e rimase in attesa.

In effetti mi sembra un piano ricco di possibili evoluzioni positive, non ho alternative valide da proporre personalmente …” Rispose con calma Graham.

Le discussioni continuarono con toni accesi e gli avatar replicavano con fedeltà l’impeto degli interventi e la partecipazione emotiva di ognuno dei presenti.

Sullo sfondo, il tramonto lentamente si faceva strada e illuminava di giallo oro l’orizzonte, sfumando in alto in un colore rosa.

Alla fine comunque furono tutti concordi e decisero di attendere l’esito di questo incontro tra Kito e Kismet e di prendere poi le decisioni operative per sviluppare concretamente il disegno di Li.

L’impressione di quest’androide umanoide, Kito, lasciò per giorni una sorta di turbamento nei membri del comitato dell’Internazionale. I rilevatori ricevuti da Li, insieme agli schemi e alle informazioni necessarie alla loro costruzione, giunsero a destinazione come dichiarato. Non si rilevarono agenti androidi infiltrati in nessuna delle persone nelle ristrette cerchie di potere interessate. Questo fatto mitigò quel turbamento e permise ai membri dell’Internazionale di concentrarsi sul test che Kito stava conducendo magistralmente.

Kismet aveva una naturale diffidenza verso le altre persone, persone spesso di diverso lignaggio, che non potevano capire la responsabilità di tradizioni secolari perpetuate e raffinate per il compito più alto, la guida del proprio popolo. Il consigliere del primo ministro giapponese, Kito, gli aveva fatto un’ottima impressione per i modi e le attenzioni dimostrate quando era stato suo ospite. Era un uomo che sapeva stare nei suoi stessi ambienti. Quello che stonava, in effetti, era semmai proprio il fatto che quell’uomo sembrava non mostrare difetti, cosa sostanzialmente impossibile in ambienti chiusi e ristretti come i loro, con poco o nessun ricambio dall’esterno.

Quel giorno alla colazione concordata a Khan Market in Nuova Delhi, avrebbe capito chi veramente fosse Kito. Il Blue Tokai aveva quel bello spazio all’aperto con i tavolini e le sedie in vimini. Kito attendeva Kismet, seduto su una di quelle sedie e aveva le gambe lievemente incrociate, in modo da non mostrare le suole delle scarpe in nessuna direzione … “Troppo perfetto!” Pensava ancora Kismet quando si presentò al suo ospite. “Namaste, signor Kismet” disse Kito con un breve inchino dopo essersi alzato dalla seduta. “Namaste”, disse Kismet con un lieve cenno del capo, giungendo le mani.

Si sedettero e cominciarono a parlare ancora del tema caldo di quel periodo: l’Unione Federale Planetaria. Non è forse vero che nei momenti decisivi, tocca ai migliori agire: gli altri seguiranno…” disse Kito, alludendo a Kismet stesso. Non era solo un tentativo di ingraziarsi il suo interlocutore, era quasi una citazione della Gītā … Kismet rimase un momento interdetto e sentì dentro un forte calore, quello che si prova accanto ad anime affini. “Se chi porta la lanterna cammina davanti, gli altri camminano meglio …” disse allora Kismet, e questa volta vide Kito avvampare e i suoi occhi illuminarsi. Si vide riflesso in lui. Non si era sbagliato, Kito era uno spirito affine.

Kismet aveva poi collaborato per mesi con Kito e ascoltato i suoi consigli. Questo permise di calibrare l’opposizione indiana alla Federazione secondo i desideri dell’Internazionale. Però, nonostante questo e nonostante le linee parallele avviate con i governi di Inghilterra, Francia e Germania, tutte molto promettenti, oramai sembrava inevitabile l’accelerazione verso il Governo Federale. Era come se una forza esterna vanificasse tutti gli sforzi dell’Internazionale …

Siamo un’unica specie, siamo un corpo unico formato da miliardi di cellule. L’Unione Planetaria è solo il riconoscimento di un fatto, è il progresso che sconfigge le cellule cancerogene … Questo diceva un tale James Scott, ai partecipanti a un incontro per la discussione aperta dei temi politici attuali, raccogliendo consensi e cenni di approvazione. Graham assisteva soddisfatto. Molti potenti inglesi erano presenti a quel seminario. Aveva attivato una miriade di centri di diffusione politica e ideologica all’interno di tutti i paesi infiltrati dall’Internazionale, usando persone come James Scott. Aveva calibrato la diffusione di idee funzionali all’accelerazione dei progressi dell’unificazione del pianeta. Questa sua attività clandestina era stata particolarmente difficile. Sapeva da tempo di essere sorvegliato e solo le sue abilità non umane gli avevano permesso di eludere tutte le misure che qualcuno, probabilmente Junping, aveva messo in atto per scandagliare a fondo nella sua vita.

Nell’anno 2064 il Governo Federale Planetario divenne realtà. Junping e i membri dell’Internazionale alla fine decisero di non avviare altre azioni. In fin dei conti, a questo punto, come Graham aveva fatto notare, avevano dei perfetti agenti infiltrati in molte strutture di potere ostili, e potevano quantomeno essere al corrente di eventuali brutte sorprese in preparazione.

Ventuno anni dopo, Junping sedeva nel suo vecchio ufficio, guardando il riflesso del suo volto solcato da molte rughe in una parete specchio. Aveva i capelli bianchi, eppure ancora aveva la stessa tensione verso il suo sogno egualitario di quando era giovane. L’inizio del Governo Federale era stato difficile. La politica aveva raggiunto livelli di intreccio e complessità tra ceti sociali e centri di potere mai raggiunti prima.

Padre, nonno e avi tutti. Vi consulto per un parere.” Disse e apparvero gli ologrammi di tutti gli antenati di Junping che avevano potuto essere tradotti in digitale.

Quando suo padre era stato tradotto in digitale, era stato come se miracolosamente fosse tornato in vita, con lo stesso spirito, la stessa intelligenza, la stessa sensibilità. Ormai Junping non percepiva più l’ologramma del padre come artefatto digitale. Era a tutti gli effetti suo padre. Così era anche per tutti gli altri.

Cosa ti angustia figlio?” Chiese Li Zhongmin, padre di Junping.

Vi ho condiviso tutti i miei piani, dunque sapete in che situazione difficile mi trovi. Avevo pensato di far arrivare al vecchio Kismet Kautilya l’informazione sulla vera natura del suo più fidato amico, il nostro agente androide Kito Kirishima. Questo nella speranza di togliere credibilità a tutti i centri di potere ostili, tutti o quasi infiltrati con successo.”

Fece una pausa e sospirò. Poi continuò:

Il signor Graham invece, proprio in questo periodo, mi sta proponendo il ritiro di tutti i nostri agenti speciali infiltrati, perché a suo dire ormai le tecnologie che li mettono a rischio di essere smascherati sono diventate tante e molto diffuse. La situazione in caso di una loro scoperta potrebbe portare a qualsiasi scenario non previsto…

Le sue tesi sono convincenti, ma mi sento più in armonia con l’idea di rilevare la natura dei nostri agenti, in modo di dare uno shock alla Federazione. Vi chiedo un parere.”

Figlio, sono solo un contadino, ma ricorda che come dice il Saggio, ci sono due errori che si possono fare lungo la via verso la verità: non andare fino in fondo, e non iniziare.” Il padre di Junping aveva parlato e tutti gli altri avi avevano annuito con un breve cenno del capo.

Junping rimase colpito e poi si rilassò. “Grazie padre, grazie a tutti, antenati!”

Aveva deciso. Avrebbe seguito la sua linea. Tre anni prima aveva deciso di fondare, con il supporto prezioso di Graham, la società degli “Eguali”, in cui in buona parte erano confluiti i membri dell’Internazionale.

Quando Graham seppe dell’incontro del vecchio ministro Kismet con il Governo Federale e seppe che Kito era con lui, cominciò a valutare i possibili scenari sfavorevoli. Poi trapelò la voce che quel Kito fosse un androide con cui Kismet aveva tentato di eludere i controlli e che era stato smascherato solo grazie alle sofisticate apparecchiature del Governo. Graham allora cominciò a mettere insieme alcune importanti informazioni: Junping gli aveva mentito, non aveva ritirato tutti gli agenti infiltrati. Inoltre aveva sicuramente rivelato a Kismet la natura di Kito. La stretta sorveglianza a cui si sentiva sottoposto era opera di Junping. La conclusione più probabile era che conoscesse anche la sua vera natura ...

In effetti, nonostante tutte le accortezze che Graham aveva usato, Junping era riuscito prima a intuire e poi a provare materialmente che era un androide. La nuova tecnologia di rilevazione, che solo lui aveva, gli permetteva di eludere le difese di cui i suoi costruttori avevano dotato Graham.

L’aveva osservato per mesi, fatto spiare di continuo. Ma alla fine non lo aveva denunciato. Graham gli piaceva, e in fin dei conti la sua vita valeva almeno come quella di suo padre e degli altri antenati … Non gli era chiaro lo scopo che avevano i suoi costruttori, ma, come dice il Saggio, “Guarda i mezzi che impiega, osserva la base da cui agisce e scopri dove si sente a suo agio. Dove potrebbe nascondersi?” Ovviamente aveva tenuto sotto stretta sorveglianza anche i costruttori, ma aveva deciso di non usare metodi drastici, solo controllo capillare.

Una cosa solo per lui contava: un nuovo mondo sarebbe sorto e il sogno di Babeuf sarebbe finalmente divenuto reale, talmente reale da non permettere nemmeno di discriminare queste nuove e meravigliose forme di vita, gli androidi! Mentre pensava queste cose, Graham gli si era avvicinato per salutarlo, avevano un incontro di persona programmato per quel giorno. Il suo rilevatore di androidi, che portava come il pendente di una collana, rimase verde. Graham lo notò con soddisfazione. Non sapeva però del nuovo rilevatore che Junping si era fatto innestare nella retina dell’occhio destro: sul bordo del campo visivo era comparso un cerchietto rosso intenso ...